Normativa

Costituzione della Repubblica Italiana

(Gli articoli 2, 3, 9 e 18 della Costituzione favoriscono la diffusione delle associazioni di promozione sociale.
La Banche del Tempo realizzano una concreta attuazione dei principi di eguaglianza e di solidarietà tra i cittadini, riconosciuti negli artt. 2 e 3 della Costituzione, poiché contribuiscono a realizzare e a diffondere nuove forme di aiuto reciproco, utilizzando come misura delle attività scambiate un'unità universale e identica per tutti: il tempo).

Omissis

Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 18
I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.

Omissis

 

Legge 7 dicembre 2000, n. 383, "Disciplina delle associazioni di promozione sociale"

(Ai sensi della Legge si considerano "associazioni di promozione sociale" le "associazioni riconosciute e non riconosciute, i movimenti, i gruppi e loro coordinamenti o federazioni costituiti al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e della dignità degli associati").

Capo I
Art. 1 (Finalità e oggetto della legge)
1. La Repubblica riconosce il valore sociale dell’associazionismo liberamente costituito e delle sue molteplici attività come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo; ne promuove lo sviluppo in tutte le sue articolazioni territoriali, nella salvaguardia della sua autonomia; favorisce il suo apporto originale al conseguimento di finalità di carattere sociale, civile, culturale e di ricerca etica e spirituale.
2. La presente legge, in attuazione degli articoli 2, 3, secondo comma, 4, secondo comma, 9 e 18 della Costituzione, detta princìpi fondamentali e norme per la valorizzazione dell’associazionismo di promozione sociale e stabilisce i princìpi cui le regioni e le province autonome devono attenersi nel disciplinare i rapporti fra le istituzioni pubbliche e le associazioni di promozione sociale nonchè i criteri cui debbono uniformarsi le amministrazioni statali e gli enti locali nei medesimi rapporti.
3. La presente legge ha, altresì, lo scopo di favorire il formarsi di nuove realtà associative e di consolidare e rafforzare quelle già esistenti che rispondono agli obiettivi di cui al presente articolo.

Art. 2. (Associazioni di promozione sociale)
1. Sono considerate associazioni di promozione sociale le associazioni riconosciute e non riconosciute, i movimenti, i gruppi e i loro coordinamenti o federazioni costituiti al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati.
2. Non sono considerate associazioni di promozione sociale, ai fini e per gli effetti della presente legge, i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei datori di lavoro, le associazioni professionali e di categoria e tutte le associazioni che hanno come finalità la tutela esclusiva di interessi economici degli associati.
3. Non costituiscono altresì associazioni di promozione sociale i circoli privati e le associazioni comunque denominate che dispongono limitazioni con riferimento alle condizioni economiche e discriminazioni di qualsiasi natura in relazione all’ammissione degli associati o prevedono il diritto di trasferimento, a qualsiasi titolo, della quota associativa o che, infine, collegano, in qualsiasi forma, la partecipazione sociale alla titolarità di azioni o quote di natura patrimoniale.

Omissis

 

Legge 8 marzo 2000, n. 53 - "Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città"

(Prevede che gli Enti locali possano sostenere e promuovere la costituzione di associazioni denominate ”Banche del tempo”).

Omissis

CAPO VII – Tempi della Città

Art. 27 (Banche dei tempi)
1. Per favorire lo scambio di servizi di vicinato, per facilitare l'utilizzo dei servizi della città e il rapporto con le pubbliche amministrazioni, per favorire l'estensione della solidarietà nelle comunità locali e per incentivare le iniziative di singoli e gruppi di cittadini, associazioni, organizzazioni ed enti che intendano scambiare parte del proprio tempo per impieghi di reciproca solidarietà e interesse, gli enti locali possono sostenere e promuovere la costituzione di associazioni denominate "banche dei tempi".
2. Gli enti locali, per favorire e sostenere le banche dei tempi, possono disporre a loro favore l'utilizzo di locali e di servizi e organizzare attività di promozione, formazione e informazione. Possono altresì aderire alle banche dei tempi e stipulare con esse accordi che prevedano scambi di tempo da destinare a prestazioni di mutuo aiuto a favore di singoli cittadini o della comunità locale. Tali prestazioni devono essere compatibili con gli scopi statutari delle banche dei tempi e non devono costituire modalità di esercizio delle attività istituzionali degli enti locali.

Omissis



Regione Lazio, Legge regionale 24 dicembre 2008, n. 31

(Prevede che la Regione promuova e sostenga la Rete regionale delle Banche del Tempo).

Omissis

Capo V – “Disposizioni in materia di lavoro, servizi sociali e sanità”

Art. 48 - Sviluppo di una rete regionale delle banche del tempo
1. In attuazione dei principi di cui all' articolo 7 dello Statuto e in riferimento all' articolo 27 della legge 8 marzo 2000, n. 53 (Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città), la Regione, al fine di agevolare lo scambio di servizi di vicinato, facilitare l'utilizzo dei servizi della città e il rapporto con le pubbliche amministrazioni, favorire l'estensione della solidarietà nelle comunità locali ed incentivare le iniziative di singoli e gruppi di cittadini, associazioni, organizzazioni ed enti che intendano scambiare parte del proprio tempo per impieghi di reciproca solidarietà e interesse, promuove e sostiene lo sviluppo di una rete regionale delle "banche del tempo".

2. La rete di cui al comma 1 interagisce con i consigli comunali e sovracomunali dei giovani di cui all' articolo 2 della legge regionale 7 dicembre 2007, n. 20, (Promozione degli strumenti di partecipazione istituzionale delle giovani generazioni alla vita politica e amministrativa locale) e con la rete regionale di sportelli del consumatore di cui al protocollo di intesa stipulato dalla Regione con le province in data 12 luglio 2007.

3. Con deliberazione della Giunta regionale, sentite le commissioni consiliari competenti, su proposta dell’assessorato competente in materia di politiche sociali, sono stabiliti, in particolare:
a) le modalità per la presentazione, da parte dei comuni o dei municipi, delle richieste di contributo;
b) i criteri per la valutazione delle richieste di contributo e per la formazione di una graduatoria regionale, con priorità per i comuni che abbiano già istituito il consiglio comunale dei giovani di cui alla l.r. 20/2007;
c) gli importi massimi di spesa da ammettere a finanziamento, la percentuale dei contributi concedibili nonché le modalità di erogazione dei contributi stessi;
d) le modalità per l' effettuazione dei controlli sulla corretta utilizzazione dei contributi nonché le cause di revoca dei finanziamenti concessi e del recupero delle somme erogate.
4. Con la deliberazione di cui al comma 3 sono stabiliti, altresì, indirizzi per la costituzione e il funzionamento delle banche del tempo comunali, municipali o sovracomunali al fine di assicurarne i requisiti minimi di uniformità in ambito regionale.

5. A tal fine è istituito nello stato di previsione della spesa di bilancio regionale un apposito capitolo di spesa, nell' ambito dell'UPB R31, denominato "Sviluppo di una rete regionale delle banche del tempo" con lo stanziamento di 500.000,00 euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2009, 2010, 2011.

6. Una quota non superiore al 20 per cento dello stanziamento di cui al comma 5 è destinata all'associazione di promozione sociale denominata "Associazione nazionale delle banche del tempo" per l'attuazione di un programma regionale di azioni di coordinamento, formazione e comunicazione destinato a fornire assistenza tecnica ai comuni per 1'istituzione e la messa in opera delle banche del tempo comunali, municipali e sovracomunali.

Omissis
 
 

 

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